Il 2018 va in archivio come un anno positivo per il turismo di Imola e il suo circondario. Bene gli arrivi, bene le presenze, e bene anche l’apporto dei turisti stranieri. Tra questi svettano per il terzo anno consecutivo i russi, un vero e proprio boom se si considera che l’anno scorso ne sono arrivati oltre 12mila. È quanto emerge dal Rapporto sul movimento turistico in provincia di Bologna presentato ieri a Palazzo Malvezzi. Nel 2018 si sono registrati 1.632.777 arrivi nel territorio provinciale (+1,66% rispetto al 2017) e 3.329.054 presenze (-2,95% rispetto al 2017) con una permanenza media, costante rispetto al 2017, di 2 giorni. Nel quadro generale degli arrivi e delle presenze, colpisce l’aume nto percentuale di turisti stranieri sul totale: 41,52 % gli arrivi (+4,49% sul 2017) e 42,41 % le presenze (+4,32% sul 2017). Anche nel circondario, come si diceva, i dati sono in crescita: 125.698 arrivi (+5,01% rispetto al 2017 ) e 274.519 presenze (+4,13% rispetto al 2017) con una permanenza media costante rispetto al l’anno precedente di 2,2 giorni. Anche qui interessante incremento delle percentuali di arrivi e presenze registrati da turisti stranieri (35,44% arrivi, 33,04% presenze), con i russi che la fanno da padrone. Il primato si deve ai 12.567 arrivi (+33,37% rispetto al 2017) e alle 14.557 presenze (+26,87%). Dopo la Russia nel circondario, c’è la Germania con variazioni minime (47.999 arrivi e 9.519 presenze), seguita dalla Francia con un buon incremento sia negli arrivi (3.573, +18,61%), che presenze (7.206, +20,52%). Da rilevare che l’avanzata della Cina che dal sesto posto passa al quinto, con un incremento molto significativo in entrambe le categorie: +147,01% di arrivi e +85,76% presenze. Per quel che riguarda il turismo italiano si confermano ai primi posti Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. «Nonostante la crisi economica e la perdita di potere d’acquisto delle famiglie, fattori che a livello nazionale hanno fatto registrare dati negativi, il nostro territorio tiene», si legge nella relazione dell’as ses so re provinciale Graziano Prantoni. «Ad essere premiato è un territorio che sa mettere in valore le sue identità, tipicità ed eccellenze, attraverso una politica di sistema oggi in grado di offrire un prodotto turistico integrato. È questa l’eredità che lasciamo a chi verrà dopo di noi, a cui auguriamo buon lavoro», conclude Prantoni

Marco Andreoli
Sull'autore

Ex capo redattore di una nota testata editoriale in Romagna. Mi occupo prevalentemente di cronaca.

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