Distributori di benzina in sciopero per l’intera giornata di oggi contro i prezzi più alti imposti dalle compagnie petrolifere nei confronti dei loro gestori a marchio. Lo sciopero nazionale, che in provincia di Ravenna ha riscosso una massiccia adesione, con l’80% degli impianti che rimarranno completamente chiusi fino alle 7 di domani mattina, è stato indetto da Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio per protestare contro le politiche di prezzo «discriminatorie» imposte dalle compagnie petrolifere. «Nella nostra provincia l’adesione è stata altissima perché le compagnie petrolifere vendono il prodotto ad un prezzo significativamente inferiore rispetto alla grande distribuzione e alle pompe bianche – spiega Sara Reali coordinatrice Faib provinciale – che comprano da quelle stesse compagnie, ma a prezzi più bassi, attraverso il canale dell’extra rete». Lo sciopero generale è partito ieri sera alle 19.30 e proseguirà fino alla normale riapertura degli impianti di domani mattina. Nel frattempo una piccola delegazione ravennate parteciperà alla manifestazione dei gestori aderenti ai sindacati, in programma oggi a Roma, in piazza Montecitorio per bloccare l’assenza di trasparenza su questa materia. «La selfizzazione selvaggia o con termine tecnico la “ghostizzazione” degli impianti di distribuzione carburanti – afferma il coordinatore regionale della Faib, Michele Rosati – va comunque tanto di moda che proprio nei mesi scorsi sono stati firmati i decreti che permetteranno ai proprietari di auto a gpl e metano di potersi rifornire da soli». Sul tavolo del confronto anche le commissioni introdotte per il pagamento con carte di credito e l’obbligo per i gestori di comunicare i prezzi praticati all’Osservatorio prezzi del ministero dello sviluppo economico.

Marco Andreoli
Sull'autore

Ex capo redattore di una nota testata editoriale in Romagna. Mi occupo prevalentemente di cronaca.

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