E’ stato presentato ieri mattina a Bologna dall’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni un piano per prevenire gli attacchi dei lupi al bestiame. Una questione che riguarda decine e decine di piccoli e grandi allevamenti della collina. Sono previsti uno stanziamento di 100 mila euro per sopralluoghi e consulenze di esperti per gli allevatori ed un bando per l’acquisto di recinzioni, dissuasori e cani da guardia. «Il lupo è una specie protetta dalla legge – ha detto l’assessore Rabboni – Noi vogliamo proteggere anche i nostri allevamenti». Tra l’altro, in regione, è la provincia di Forlì-Cesena la più colpita dagli attacchi dei lupi al bestiame. E gli indennizzi per i capi uccisi non compensano i danni indiretti subiti dal bestiame quali aborti, perdite di lattazione, cure per i capi feriti. Si tratta di «un importante passo avanti», commenta Coldiretti Emilia-Romagna. « E’ stato premiato l’impegno di Coldiretti – aggiunge Filippo Tramonti, presidente di Coldiretti Forlì-Cesena – ma occorre un piano per contrastare la diffusione degli ibridi cane/lupo intervenendo con azioni che consentano la loro cattura e la sterilizzazione». «Esperienze simili già realizzate – ha spiegato Rabboni – hanno dato ottimi risultati, con un contenimento di oltre il 90 per cento dei fenomeni predatori». Gli strumenti di difesa finanziati dal piano consistono nelle recinzioni (tradizionali o elettrificate) ed in dissuasori elettronici, che funzionano con l’emissione di suoni al passaggio di animali rilevati da un sensore. Si prevede inoltre la consegna, da parte della Regione, di cuccioli di cani da guardia selezionati, con l’assistenza di un operatore cinofilo. Alcune di queste iniziative, in accordo con le Provincie, sono state sperimentate anche nell’ambito del Wac (il Wolf Appennine Center), al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, con la collaborazione della ricercatrice sampierana Mia Canestrini.

Pier Stella
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