Un fortissimo odore di gas. Questa è stata la sensazione che ha provato chi, ieri mattina poco prima delle 8, era in stazione a Imola in attesa dei treni. Non pochi perché quella è ora di punta dei pendolari, per lavoro e per studio. Se poi, assieme al l’insopportabile odore, gli occhi ti cadono su un convoglio merci fermo su uno dei binari, e in particolare su tre cisterne che recano l’avvertimento di trasporto merci pericolose, è normale che scatti la paura. Così l’allarme è stato dato, come primo impulso, sul 115 dei vigili del fuoco. Poi sul posto sono giunti un po’ tutti: polfer, carabinieri, 118, Hera, Arpa, oltre naturalmente ai tecnici delle Ferrovie. Erano le 7.45 quando il treno merci si è fermato alla stazione di Imola. Dieci minuti dopo i pompieri erano già sul posto. Alle 8.10 la stazione dei treni è stata fatta evacuare. Una procedura che in casi simili scatta automaticamente. Anche se poi, dopo i controlli del caso, è emerso che il gas per fortuna non era gas: l’odore proveniva sì da quel treno, ma si trattava di liquami organici contenuti in altre cisterne. Nulla di pericoloso, insomma. E fatto ripartire quel convoglio, la puzza se n’è andata abbastanza velocemente, così come era venuta. Naturalmente una procedura del genere ha comportato l’interruzione del traffico ferroviario e disagi notevolissimi ai viaggiatori. I treni da Bologna verso la Romagna e viceversa hanno accumulato ritardi pesantissimi, dell’ordine anche di due o tre ore. Il traffico è stato ripristinato soltanto alle 9.48 e la situazione è ritornata alla normalità gradualmente, dopo parecchio tempo. «Certo a conti fatti si poteva evitare l’e v a c u a z i one – hanno fatto sapere dalle Ferrovie dello Stato -, ma sono procedure che in questi casi scattano automaticamente, per ridurre al minimo eventuali rischi». In fretta è stato allestito un servizio di emergenza per soccorrere i pendolari particolarmente toccati dal problema, o almeno una parte di loro. Sono stati utilizzati 18 autobus, sostanzialmente per bypassare la stazione di Imola. Dodici pullman hanno caricato i passeggeri dei treni fermi a Castel Bolognese, Faenza e Lugo e li hanno portati a Castel San Pietro Terme. La stessa cosa è stata fatta sul percorso opposto, da Castel San Pietro Terme a Faenza. «Ad un certo punto si era ragionato su un servizio di spola – hanno detto ancora dalle Ferrovie – ma una volta riattivata la circolazione si è capito che non era più necessario farlo». Alla fine la sensazione era quella di essersi tutti preoccupati inutilmente, ma anche che non si potesse fare diversamente. Anche perché, come spiegano nell’altra pagina i vigili del fuoco, se si fosse veramente trattato di gas forse Imola avrebbe vissuto una tragedia simile a quella di Viareggio del 2009

Marco Andreoli
Sull'autore

Ex capo redattore di una nota testata editoriale in Romagna. Mi occupo prevalentemente di cronaca.

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