Sono oltre venti i negozi chiusi il giovedì mattina. Tra i quali tutte le gioiellerie. Il consorzio viale Ceccarini sta valutando lo spostamento del giorno di chiusura dei negozi per farlo coincidere con l’inizio della maggior parte dei congressi. Ieri sera si è tenuta una riunione con all’ordine del giorno proprio la proposta di cambiare il riposo settimanale. L’input è arrivato dal presidente della New Palariccione, Stefano Caldari, sul presupposto che i congressisti tra un incontro e l’altro e durante la pausa pranzo farebbero shopping, e anche eventuali accompagnatori si dedicherebbero agli acquisiti. «Se vogliamo fare sistema – dice Caldari – questo è un modo per far sì che chi viene anche fuori stagione possa trovare la città aperta». Lunedì si terrà l’i n c o ntro tra Caldari e il presidente del consorzio di viale Ceccarini, Giorgio Mignani. «Ieri ho fatto un giro per il viale – spiega Mignani – e ho contato almeno 20 negozi chiusi, tra cui tutte le gioiellerie: non sono pochi. Riuniremo il consiglio del consorzio per prendere una decisione, se conviene spostare il giorno di chiusura lo faremo. Si aprirà comunque un altro problema, in quanto il martedì ad esempio – parlando con alcuni commercianti -, non conviene tenere chiuso in quanto è il turno dei negozi di Rimini, quindi molti riminesi colgono l’occasione per fare acquisti a Riccione». Per Caldari il giorno ideale per il turno di riposo, rispetto al riempimento del Palacongressi sarebbe martedì o mercoledì, il lunedì invece il Palas ospita diversi eventi di parrucchieri e i negozi potrebbero beneficiare dei flussi dei partecipanti. «Il problema delle chiusure settimanali è mettere tutti d’a ccordo – spiega Anna Baleani, dell’omonima gioielleria di viale Ceccarini -, anche perchè un vero e proprio giorno di chiusura non c’è. In passato è stato stabilito il giovedì, ma alla fine ognuno ha fatto un po’ come voleva. C’è chi tiene chiuso il lunedì, chi il martedì e chi il mercoledì. Incontreremo anche il presidente del Palacongressi per valutare se la programmazione dei congressi è interessante. Noi abbiamo tutto l’i n t eresse ad andare incontrare le esigenze dei congressisti: se dal Palas ci presentano un calendario importante di eventi siamo disposti a cambiare e a fare sacrifici»

Marco Andreoli
Sull'autore

Ex capo redattore di una nota testata editoriale in Romagna. Mi occupo prevalentemente di cronaca.

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