Meno 480 assunti rispetto allo scorso anno. Non se la cava bene il mercato del lavoro riminese secondo i dati Excelsior di Unioncamere pubblicati ieri dal Sole24ore che fotografano una situazione ancora di crisi economica. Le previsioni di assunzioni delle imprese a carattere non stagionale per l’anno in corso sono di 2.350 persone, con una variazione del 17 per cento rispetto al 2017. Numeri non proprio positivi, soprattutto se considerati in una realtà, quella della regione Emilia-Romagna, che, se pur di poco (7%), registra invece una crescita delle assunzioni. Lo stesso vale per le vicine province di Ravenna (in salita del 22%) e di Forlì-Cesena (1%). Il segnale che la crisi ancora morde parecchio, influenzando negativamente anche le previsioni di assunzione di personale da parte delle imprese riminesi, caratterizzate, per gran parte, dal turismo e quindi dalla stagionalità, che, però, in questa analisi non sono stata presi in considerazione. «Purtroppo – spiega Fabrizio Moretti, presidente della camera di commercio di Rimini – non riscontriamo che ci sia una ripresa dell’e c o n omia, anzi sembra che si sia verificato un ulteriore calo rispetto allo scorso anno. E, per l’anno in corso non abbiamo segnali di crescita. Anche il turismo, uno dei settori principali della nostra economia, non è stato favorito quest’anno dall’andamento climatico». Poi Moretti spiega: «Il punto è che se l’e conomia non si mette in moto non lo fanno nemmeno le assunzioni. E, perché ciò accada, serve rilanciare un potere d’acquisto ancora bloccato. Non mi risulta che i famosi 80 euro di Renzi abbiano rilanciato l’economia, dando vita a una ripresa. Servono, a livello politico, scelte che diano impulso attraverso sostegno alle imprese, abbassamento del carico fiscale. Se non si agisce su questo, difficilmente si riuscirà a dare all’economia un rilancio significativo». Secondo l’indagine, Rimini si attesta così al 48° posto nella classifica provinciale come numero in assoluto delle previsioni imprenditoriali (quindi anche delle performance) attese per l’anno in corso. Diverso è invece il quadro emerso dal bollettino del lavoro del secondo trimestre 2017 (aprile/maggio/giugno), in cui gli avviamenti registrati in provincia di Rimini sono stati 42.794, con un aumento di quasi 3.500 rispetto allo stesso periodo del l’anno precedente (39.311 unità) per una crescita percentuale vicina al 9%. Soprattutto un significativo incremento delle assunzioni a ll ’interno di alberghi, ristoranti e pubblici esercizi, il cui numero sfiorava (più 13% rispetto al 2016); nello scorso periodo aprile-giugno gli avviamenti del settore ricettivo-ristorativo rappresentavano circa i due terzi (65,3%) del totale provinciale, confermando la centralità del turismo stagionale per l’i n t ero sistema produttivo riminese. Un dato che, però, non deve essere accolto troppo ottimisticamente: se si confrontano i primi sei mesi di quest ’anno con quello dell’anno passato ci si accorge che all’incirca il numero di avviati resta lo stesso, anzi c’è una diminuzione dello 0,7%. Come sottolineato all’interno dello stesso bollettino del lavoro, «la variazione positiva sul primo trimestre non sottende un effettivo aumento della domanda di lavoro, quanto piuttosto uno “slittamento” delle assunzioni dal mese di marzo a quello di aprile legata alla diversa collocazione temporale della Pasqua tra il 2016 e il 2017». Tra le città italiane dove invece le previsioni restano buone ci sono Milano, Roma, Torino, Napoli, oltre a molte province venete. Dall’indagine risulta inoltre una mancanza di incontro tra domanda e offerta. Tra i lavori più qualificati restano “introvabili” circa 2mila analisti e progettisti di software su 5.500, 1.700 tecnici delle vendite e della distribuzione su 8mila, mille programmatori su 3.400. Le imprese segnalano anche la mancanza di esperienza per quel che riguarda i giovani per i quali è sempre maggiore l’esigenza di adottare il modello tedesco che coniuga scuola e lavoro.

Pier Stella
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Tutto ciò che dovete sapere su di me, probabilmente, l'ho già scritto. Mi occupo di politica, di cronaca e di eventi.

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