«Se non fosse stato per il maltempo di domenica, quella di quest’anno sarebbe stata l’edizione record». Questo è il commento del patron della prima edizione del nuovo “Mei 2.0”, Giordano Sangiorgi, a bilancio dell’iniziativa dedicata alla valorizzazione della musica emergente e live italiana. Un successo che si è materializzato in tutta la sua portata sabato sera con l’iniziativa della Notte light del Mei in cui migliaia di persone hanno animato il centro città fino a tarda notte. Una tre giorni, quella del “Mei 2.0”, in cui centinaia e centinaia sono stati i concerti e spettacoli dal vivo offerti, molto apprezzati sono stati quelli in piazza del Popolo del venerdì con l’omaggio a Secondo Casadei e lo spettacolo teatrale comico-musicale di Gene Gnocchi “No Mtv awards Usa!”, per non dimenticare quello nella corte di piazza Nenni nella notte di sabato. Ed ancora presentazioni, showcase, performance, incontri sullo stato dell’arte della musica dal vivo e degli strumenti a disposizione degli addetti al settore e delle band, si sono susseguiti senza soluzione di continuità negli spazi del centro storico e nelle istituzioni culturali cittadine. Sempre per Sangiorgi «oggi siamo in una fase di transizione per la musica e con il nuovo Mei 2.0 abbiamo voluto essere protagonisti e partecipi di questo cambiamento. La situazione del settore – prosegue Sangiorgi – non se la sta passando bene e se anche noi non fossimo intervenuti nel proporre una formula nuova e dinamica, il Mei 2.0 appunto, sarebbe stato difficile continuare ad essere un punto di riferimento. Una situazione difficile – continua il patron faentino – che evidenzia un declino nella vendita dei cd a cui si aggiunge la cancellazione di tanti festival, è attestato un calo del 30% complessivo di presenze nel settore, e che come Mei abbiamo cercato di contrastare, anche a livello di proposte legislative (Tax credit, Act music live e l’avvio di una Carta a favore della musica dal vivo in Italia)».

Giancarlo Ottaviani
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Probabilmente scrivevo anche in pancia, la mia mano ha avuto sempre bisogno di espressione e devozione. Dove c'è musica io mi invento scrittore. Alcuni mi definiscono "giornalista"..
Addirittura!

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