L’interrogazione riguarda i frequenti allagamenti del camposanto, anche in seguito a «modesti quantitativi di precipitazioni». Pollini chiede «quali siano gli interventi ed i tempi che l’amministrazione si prefigge per risolvere in maniera strutturale i problemi». E fa anche una proposta: formare «una linea fognaria con una pompa sommersa, che entri in funzione ogni qual volta il livello d’acqua nel sottosuolo si alza». Il secondo aspetto su cui si chiedono chiarimenti riguarda invece lo stato delle esumazioni ordinarie, che Pollini definisce «sporadiche e mal gestite», con la conseguenza che – è scritto nell’interpellanza – «i posti per le inumazioni sono di numero non sufficiente per la normale gestione del cimitero. Vi sono salme che, nonostante siano passati abbondantemente i dieci anni canonici dalla inumazione, non hanno subito le normali procedure di esumazione». Non solo. L’esponente d’opposizione si addentra in particolari decisamente lugubri: «Di frequente, data la vicinanza del cimitero al lago della ex cava, durante le sporadiche esumazioni, le bare si possono trovare immerse nell’acqua, innescando il tipico fenomeno di trasformazione conosciuto come “saponificazione”. Tale fenomeno si verifica in ambienti umidi e in presenza di sali di calcio che innescano il processo di saponificazione, a partire dagli acidi grassi del corpo umano. Tutto questo comporta la mancanza di ciclicità o di rotazione dei posti liberi per le inumazioni». A sindaco ed amministrazione Pollini e Brunetti chiedono quindi chiarezza sullo stato attuale della gestione della esumazioni e il piano strategico che si intende attuare per risolvere le problematiche attuali.

Marco Andreoli
Sull'autore

Ex capo redattore di una nota testata editoriale in Romagna. Mi occupo prevalentemente di cronaca.

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