Il ricordo delle sei vittime dell’eccidio perpetrato dai nazisti a San Tomè si è rinnovato domenica mattina alla presenza del sindaco Davide Drei. A distanza di 70 anni da quella estate di sangue è stata fatta ancora memoria dei nomi di Michele Mosconi, Celso Foietta, Antonio Gori detto Natale, Antonio Zaccarelli, Emilio Zamorani e Massimo Zamorani, brutalmente impiccati. I primi quattro erano originari della val Bidente mentre gli Zamorani erano collegati a famiglie della comunità ebraica di Ferrara. Molti cittadini ed abitanti della zona furono costretti ad assistere all’esecuzione, luogo dove è stato eretto un cippo (nella foto). La cerimonia è poi proseguita nell’area antistante la chiesa con la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti di tutte le guerre e gli interventi di Drei e del coordinatore del Comitato di Quartiere Ugo Castagnoli, alla presenza del Gonfalone civico, dell’a ss essore Sara Samorì e dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma. La messa a suffragio è stata officiata da Don Stefano Vasumini.

Marco Andreoli
Sull'autore

Ex capo redattore di una nota testata editoriale in Romagna. Mi occupo prevalentemente di cronaca.

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