“Troppa fretta” è la critica più frequente che viene presentata da chi non vede di buon occhio la fusione tra Savignano e San Mauro. Lo ha ribadito il consigliere di minoranza di Savignano Antonio Urbini durante l’incontro di lunedì sera al quartiere Cesare: «il primo studio di fattibilità, con Gatteo, è stato fatto in 6 mesi. Il secondo studio, per la fusione senza Gatteo, in un mese e poi, nel giro di 6 mesi è stata messa in moto tutta la macchina amministrativa. Il percorso non è stato sufficientemente condiviso e sono mancati approfondimenti adeguati». Ancora una volta, dunque, non è tanto il progetto di fusione in sé a essere messo in discussione, ma i tempi del percorso fatto. Eppure c’è chi vede questa “fretta” come segno di entusiasmo, come ha detto un cittadino: «Fretta? Ma se il progetto è valido, è un peccato non essere svelti. Da quanto tempo i nostri territori sono uniti geograficamente, le persone passano da San Mauro a Savignano senza nemmeno accorgersene. Tutte le forse economiche, sociali e amministrative si sono espresse a favore. E’ il progetto che conta, i particolari contano solo se lo fanno crescere, non se servono a guardare indietro per far venire il torcicollo». Anche un giovane del comitato del “sì” alla fusione ha invitato tutti a guardare avanti: «il “sì” è doveroso. Fino adesso ai giovani sono stati dati solo debiti. La fusione è un segno di speranza, l’inizio di un cammino che potrà dare risposte più efficienti a cittadini, associazioni e imprese. Potrebbe essere il primo passo di un circolo virtuoso in cui si potranno inserire altri Comuni».

Pier Stella
Sull'autore

Tutto ciò che dovete sapere su di me, probabilmente, l'ho già scritto. Mi occupo di politica, di cronaca e di eventi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *