Una spinta di un coetaneo la fece finire addosso a una vetrata della camerata: la bambina, che all’epoca aveva otto anni, la infranse ferendosi allo sterno e al volto. Per quell’incidente, accaduto nell’agosto 2010 all’interno di una colonia di Igea Marina, cinque persone rischiano di finire a processo. Non con l’ipotesi di reato inizialmente ipotizzata dalla procura di Rimini (abbandono di minore), ma con quella più lieve suggerita dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Rimini Vinicio Cantarini: lesioni colpose. Il magistrato, chiamato a decidere se rinviare a giudizio o meno gli imputati, ha rimandato la questione all’esame del pubblico ministero anche perché valuti eventualmente altre possibili responsabilità legate all’idoneità della struttura. In attesa di conoscere l’evoluzione della vicenda sono adesso, in particolare, l’organizzatore della vacanza, legale rappresentante di un’associazione culturale di Lecco, i coordinatori (due laureandi in Medicina) e due educatori. Quel pomeriggio la ragazzina si era ritrovata momentaneamente senza il controllo degli adulti, attorno alle sei del pomeriggio. Una condizione del tutto momentanea, all’interno della camerata, mentre i responsabili si occupavano di controllare gli altri minori attardati nelle operazioni legate alla doccia pre-serale. Agli sviluppi dell’inchiesta guardano con interesse anche i genitori della ragazzina che erano accorsi in Romagna dopo l’accaduto. La piccola era stata ricoverata in ospedale, ma ben presto dimessa con una prognosi di dieci giorni. Per il trauma e le cicatrici, però, i familiari – che si sono costituiti parte civile – chiedono un risarcimento di cinquantamila euro.

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