Districarsi in questa matassa è sicuramente complicato. Però la missione del Rimini non è affatto impossibile, nonostante il calendario prometta fuoco e fiamme. Domenica, sperando in una risposta massiccia del pubblico (ingresso a 1 euro), il Rimini deve tornare a vincere contro la Virtus Vecomp, un appuntamento che al Neri manca ormai da troppo tempo (24 novembre scorso contro il Delta Porto Tolle). Carica Nicastro. Ir o ni a della sorte, la curiosità vuole che in quella gara fu determinante proprio Ciccio Nicastro. Per il bomber in comproprietà con il Catania quella fu le penultima partita da titolare prima del grave infortunio. Dall’attaccante ex Bellaria ci si aspetta tanto in questo finale di stagione e già nel suo ritorno in terra estense ha dimostrato di poter garantire la qualità e le giocate di cui il Rimini ha fondamentale bisogno. Sicuramente il centravanti classe ‘91 non ha ancora i novanta minuti nelle gambe ma potrebbe essere l’arma in più per la sfida contro i veneti. Da decifrare comunque le scelte di Buglio. Andamento analogo. La squadra del presidente-allenatore Gigi Fresco è messa quasi peggio dei biancorossi, con un andamento da film horror. I punti conquistati nel girone di ritorno sono gli stessi del Rimini, ovvero 10, nelle ultime quattro gare gli scaligeri hanno pareggiato solo contro il Santarcangelo. Rivoluzioni. Da quando i biancorossi sono passati in mano a Buglio la squadra ha sempre cambiato pelle. All’arrivo del tecnico siciliano il Rimini è sceso in campo con il classico 4-3-1-2 che all’ex Casale piace tanto fondamentalmente con gli stessi interpreti scelti da Osio. L’unica variante, il trequartista, che nell’alta – lenante sfida casalinga contro il Mantova ha ricoperto Herrera. Quindi in attacco Fall in una posizione più libera di svariare su tutto il fronte andando ad aiutare i centrocampisti e Cesca come punto di riferimento. Difesa affidata ad Aya, ormai preferito a Rosini, Martinelli al centro e gli esterni Ferrari e Tomi. Centrocampo classico con Nigro, Marco Brighi e Spinosa. Già durante la sfida con i virgiliani, anche per andare a recuperare lo svantaggio, Buglio è passato con il passare dei minuti a una sorta di 4-2-4 con Nigro arretrato terzino destro, Ferrari a sinistra, Fall e Sartori sugli esterni, Degeri e Brighi in mezzo al campo con Spinosa dietro a Cesca. Verosimilmente un preludio alla squadra provata in settimana e poi lanciata dal primo minuto a Ferrara contro la superiore Spal. Qui Buglio è passato al 4-2-3-1 facendosi però divorare in mezzo al campo dalla superiorità biancazzurra, molto più forte (psicologicamente senza dubbio), sbarazzina e concreta davanti. Test a Gatteo. Oggi partitella contro la Berretti. Herrera e Ferrari sono fermi ai box

Alberto Grossi
Sull'autore

Giornalista sportivo dal febbraio 1999. Ho maturato diverse collaborazioni nel capo editoriale. Curo interamente la sezione di sport di Outnews.

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