Sarà quasi certamente il vertice in programma domani a Roma, a decretare il futuro immediato dell’aeroporto. In ballo c’è la chiusura per due mesi dello stesso. L’appuntamento è nella sede Enac dove l’Ente dell’aviazione civile ha deciso di radunare intorno a un tavolo i principali “giocatori ” della partita. In particolare: il curatore fallimentare Renato Santini, la società che ha appena ottenuto la gestione in via provvisoria e, in terzo luogo, la prefettura. All’ordine del giorno: l’illustrazione delle varie fasi del procedimento che dovrà portare la concessione totale dell’aeroporto e i relativi tempi. Il tema è particolarmente caldo. L’esercizio provvisorio, in mano al curatore fallimentare, scade il 31 novembre. E Santini ha fatto capire, senza mezzi termini, che non intende andare avanti nella gestione anche perché «lo scalo è già in perdita e siccome si va incontro alla stagione invernale nei prossimi mesi continuerà a perdere». Un problema di cui si è fatto carico anche il tribunale che sta valutando l’ipotesi di concedere una difficile proroga: la data fissata dal presidente del Palazzo di giustizia è quella del 15 novembre. Proprio in attesa del vertice Enac. Il rischio per l’aeroporto è quello di dover sospendere l’attività almeno fino a quando i nuovi gestori non entreranno nel pieno possesso dello scalo. Un’eventualità che i 78 lavoratori non vogliono neppure prendere in considerazione temendo pesanti ripercussioni sia sotto il profilo economico (perdita della cassa integrazione), ma soprattutto dal punto di vista dell’occupazione.

Marco Andreoli
Sull'autore

Ex capo redattore di una nota testata editoriale in Romagna. Mi occupo prevalentemente di cronaca.

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