La situazione precaria politica, economica, di ideali, spinge il teatro Bonci a riscoprire la voce di un poeta e intellettuale per il quale la parola epica e lirica era un unicum con l’ideale politico e sociale. Il personaggio è il cileno Pablo Neruda (1904-1973) che Emilia Romagna teatro (Ert) e teatro Bonci di Cesena celebrano nel quarantennale della morte con un evento multimediale che ha per titolo “La poesia errante”. Venerdì 29, sabato 30 e domenica 1 dicembre, Neruda viene ricordato con musica, proiezioni cinematografiche e documentari, letture teatrali. Fra gli appuntamenti, è stato rinviato per ora (forse a gennaio) per indisponibilità del protagonista, l’in – contro previsto venerdì con Valerio Massimo Manfredi per la presentazione del libro “Ul i s se , l’errante”. Il tema conduttore “La poesia errante” sottolinea la vita errabonda del poeta, costretto all’esilio e a lavorare all’estero come ambasciatore. Cercando di recuperare lo spirito della persona costretta a uscire dal suo paese. «Neruda è strettamente intessuto con la vita politica sociale del suo paese – sottolinea il direttore del Bonci Franco Pollini –, rappresenta un intellettuale del Novecento che non ha mai interpretato la propria vena poetica, la dimensione di intellettuale, isolate dal contesto sociale, ma strumento per fare crescere la società, rendere più umano il mondo, favorire la pace. È una figura oggi demodé che ci fa ricordare passioni profonde». Il rapporto con Salvador Allende è fra gli aspetti evidenziati dall’evento, teso a leggere con più efficacia la vicenda sociale e politica di Neruda. La stessa morte del poeta avvenne a pochi giorni dal golpe militare in Cile di Pinochet, nel quale morì il presidente cileno Salvador Allende, fatto drammatico che accelerò la salute già precaria di Neruda malato di cancro, per il dolore della perdita di un uomo al quale era profondamente legato. Uccidendo, secondo Sepulveda, la speranza del poeta. «È una tre giorni fra cultura e teatro realizzata con volontà di mettere in campo un progetto culturale per la città – precisa Daniele Gualdi, presidente di Ert –. Si invita a riflettere attraverso l’i ngrediente emozionale che ogni momento potrà sollevare». Gli eventi. L’a p er t ur a d el l ’omaggio è al teatro Bonci venerdì 29 alle 21.15 con il concerto di Luis Bacalov “Intorno al tango” dedicato al poeta cileno (euro 20-18-12). Oltre a brani di Gardel, Piazzolla, dello stesso Bacalov accompagnato dal violinista Antonio Cipriani, si ascolteranno colonne sonore, compresa quella del famoso film Il postino del 1994 di Michael Radford ultima interpretazione di Massimo Troisi con Philippe Noiret-Neruda. Pellicola che verrà proiettata gratuitamente al San Biagio dopo il concerto, alle 23.15. «Il postino – aggiunge Pollini – ci riporta alla luce l’esilio italiano di Neruda avvenuto nel 1952 tra Capri e Ischia». Sabato 30 novembre il Centro cinema proietta alle 17 il film No. I giorni dell’arcobaleno del regista cileno Pablo Larraín ambientato nel 1988, alla vigilia del referendum che avrebbe determinato la fine alla dittatura di Pinochet. Un’opera che ridà linfa alla passione anche gioiosa della politica. E ancora, domenica 1 dicembre alle 15 le proiezioni su Neruda si chiudono con un estratto di 40 minuti del lungo documentario “Salvador Allende” de l 2004 di Patricio Guzman. Qui si focalizza la visita di Fidel Castro a Santiago nel 1973, fino alla morte di Allende. Al termine, si ascolta la voce di Pablo Neruda che legge se stesso. Neruda a teatro. Il pubblico potrà ascoltare le poesie del protagonista nel recital tratto dalla sua opera monumentale Can – to general pubblicata nel 1950. Una selezione di testi e poesie a sfondo epico vengono interpretate al Bonci domenica alle 16, in un allestimento originale e suggestivo con le voci di Denis Campitelli, Maria Costantini, Maria Faggiano, Emanuele Marchesini, Roberto Mercadini, Giuseppe Valzania e dall’attrice spagnola Marina Fernández Fernández. Accompagna il chitarrista Dimitri Mazza. Con il pubblico in sala e gli attori sui palchi, si cercherà di evocare la forza e il vigore della parole di Neruda.

Giancarlo Ottaviani
Sull'autore

Probabilmente scrivevo anche in pancia, la mia mano ha avuto sempre bisogno di espressione e devozione. Dove c'è musica io mi invento scrittore. Alcuni mi definiscono "giornalista"..
Addirittura!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *